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guida alle nozze

SEPARAZIONE E COMUNIONE DEI BENI

A) Comunione legale dei beni
Salvo diverso accordo tra i coniugi, il regime patrimoniale stabilito dalla legge è quello della comunione legale dei beni. Si instaura tra i coniugi per il solo fatto del matrimonio, dal momento della celebrazione;quindi non va esplicitamente dichiarato, ma può sorgere anche successivamente, se i coniugi che hanno optato per la separazione decidono, con apposita convenzione (atto pubblico), di passare alla comunione. Se invece gli sposi che hanno scelto la comunione dei beni (alla celebrazione del matrimonio )si puo passare a separazione dei beni (per volontà concorde degli sposi)con un atto pubblico (redatto cioè dinanzi ad un notaio) l regime patrimoniale della comunione dei beni consiste nel fatto che tutti i beni acquistati dagli sposi dopo il matrimonio sono in comune; ognuno neè proprietario per il 50% e la gestione spetta ad entrambi.
Non è universale, perché ne sono escluse varie categorie di beni; è vincolata, nel senso che ciascun coniuge perde rispetto ai beni oggetto e della comunione la sua autonomia, sicchè non può acquistare un bene esclusivamente per sé (salvo eccezioni previste dalla legge), non può disporre da solo dei beni comuni, non può acquistare beni a quote disuguali con l’altro coniuge,non si limita alla contitolarità di titoli di godimento, ma si estende all’acquisto di nuovi beni o all’assunzione di obbligazioni, e può comprendere la titolarità di diritti di credito.
Sono inclusi in comunione:
gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio;
le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio (art. 177, 1° co. c.c.);
gli utili ed incrementi di azienda di proprietà di uno solo dei coniugi anteriormente al matrimonio, ma gestita da entrambi;
i risparmi dei coniugi.
Sono esclusi dalla comunione i sguenti beni (art. 179 cc.):
beni di cui il coniuge era titolare prima del matrimonio;
beni acquistati da un coniuge per successione o donazione (salvo non sia espressamente dichiarato che sono attribuiti alla comunione);
beni di uso strettamente personale;
beni che servono all'esercizio della professione;
beni ottenuti a titolo di risarcimento danni;
pensione per la perdita totale o parziale della capacità lavorativa;
beni acquistati con il prezzo del trasferimento di altri beni personali o con il loro scambio, purché espressamente dichiarato.
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente.
Lo scioglimento della comunione si può ottenere nelle seguenti ipotesi:
morte di uno dei coniugi;
dichiarazione di morte o di assenza presunta;
sentenza di divorzio;
sentenza o decreto di omologa della separazione personale;
fallimento di uno dei coniugi; annullamento del matrimonio;
accordo convenzionale di abbandono del regime di comunione legale;
separazione giudiziale dei beni.
Con il venir meno della comunione, si può procedere alla divisione giudiziale dei beni in comune.
Art. 177 Oggetto della comunione. Costituiscono oggetto della comunione: a) gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali; b) i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione; c) i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati; d) le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio.
Qualora. si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.
Art. 178 Beni destinati all'esercizio di impresa. I beni destinati all'esercizio dell'impresa di uno dei coniugi costituita dopo il matrimonio e gli incrementi dell'impresa costituita anche precedentemente si considerano oggetto della comunione solo se sussistono al momento dello scioglimento di questa.
Art. 179 Beni personali. Non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge:
a) i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento; b) i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell'atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione; c) i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori;
d) i beni che servono all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di un'azienda facente parte della comunione;
e) i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonchè la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
f) i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purchè ciò sia espressamente dichiarato all'atto dell'acquisto.
L'acquisto di beni immobili, o di beni mobili elencati nell'art. 2683, effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione, ai sensi delle lett. c), d) ed f) del precedente comma, quando tale esclusione risulti dall'atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l'altro coniuge.
vantaggi e svantaggi I vantaggi sono soprattutto per la donna perché la comunione le assicura una certa tutela economica, soprattutto nel caso di crisi matrimoniale; semplifica l’amministrazione dei beni; contribuisce a cementare l’unità famigliare:la comunione rende tuttavia più difficile la disponibilità e la circolazione dei beni; rende più complicata la situazione nell’ipotesi di crisi matrimoniale
B) Separazione legale dei beni
Alternativamente al regime di comunione legale dei beni, la legge permette l'applicazione del regime patrimoniale di separazione. Si costituisce all'atto della celebrazione del matrimonio, per mezzo di una esplicita dichiarazione che viene annotata in margine all'atto di matrimonio. Tale regime patrimoniale deve essere adottatato congiuntamente mediante una dichiarazione espressa dei coniugi da manifestare durante la celebrazione del matrimonio, o anche successivamente. Nel caso di separazione legale dei beni, ciascun coniuge rimane titolare esclusivo, non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio, ma anche di quelli conseguiti successivamente. I beni di cui nessun coniuge può provare, con ogni mezzo, la proprietà esclusiva si presumono di proprietà comune in pari quota per entrambi.Ciascuno dei coniugi può avere la procura (anche per scrittura privata) ad amministrare i beni dell’altro coniuge, ma ha l’obbligo di rendergli conto dei frutti del suo operato e di rendergli tutto ciò che ha ricevuto.Si costituisce all’atto della celebrazione del matrimonio, per mezzo di una esplicita dichiarazione che viene annotata in margine all’atto di matrimonio.Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi.
Art. 217 Amministrazione e godimento dei beni. Ciascun coniuge ha il godimento e l'amministrazione dei beni di cui è titolare esclusivo.
Se ad uno dei coniugi è stata conferita la procura ad amministrare i beni dell'altro con l'obbligo di rendere conto dei frutti, egli è tenuto verso l'altro coniuge secondo le regole del mandato (1710, 1718). Se uno dei coniugi ha amministrato i beni dell'altro con procura senza l'obbligo di rendere conto dei frutti, egli ed i suoi eredi, a richiesta dell'altro coniuge o allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, sono tenuti a consegnare i frutti esistenti e non rispondono per quelli consumati. Se uno dei coniugi, nonostante l'opposizione dell'altro, amministra i beni di questo o comunque compie atti relativi a detti beni risponde dei danni e della mancata percezione dei frutti.
Art. 218 Obbligazioni del coniuge che gode dei beni dell'altro coniuge. Il coniuge che gode dei beni dell'altro coniuge è soggetto a tutte le obbligazioni dell'usufruttuario (1001).
Art. 219 Prova della proprietà dei beni. Il coniuge può provare con ogni mezzo nei confronti dell'altro la proprietà esclusiva di un bene. I beni di cui nessuno dei coniugi può dimostrare la proprietà esclusiva sono di proprietà indivisa per pari quota di entrambi i coniugi.
vantaggi e svantaggi Rende più facile la disponibilità e la circolazione dei beni; semplifica la situazione nell'ipotesi di crisi matrimoniali; lascia meno tutelata la parte più "debole" (generalmente la donna) C) Forme alternative al regime patrimoniale di comunione e separazione dei beni Comunione convenzionale Marito e moglie, con accordo esplicito, possono costituire un regime patrimoniale diretto a disciplinare con modalità diverse il regime di comunione previsto e regolamentato dalla legge.
Concretamente, i coniugi hanno una libertà di azione comunque limitata, poiché con l'accordo possono solo ricomprendere nel regime di comunione legale alcuni beni personali non inclusi nella comunione.
Fondo patrimoniale
Per accordo tra i coniugi, inotre, è possibile costituire un fondo patrimoniale, adottando un regime specifico per far fronte esclusivamente alle necessità della famiglia, mediante un vincolo di destinazione di particolari beni.
Il fondo può essere costituito da entrambi i coniugi, oppure per volontà di uno solo di essi, con atto pubblico. Il fondo può essere costituito anche per volontà di un terzo, con atto pubblico o mediante testamento.
Nel fondo possono rientrare solo beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri, oppure titoli di credito.
Per ciò che attiene la proprietà e l'amministrazione del fondo, si applicano le norme sulla comunione legale dei beni.

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